codexpo[]Il primo museo del codice sorgente

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Cos'è codexpo.org

Codexpo è stato pensato per essere un museo dedicato interamente al Codice Sorgente, quel testo magico che sta dentro a computer e cellulari, che controlla i satelliti e fa funzionare i siti web come questo.

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Definiamo Codexpo un museo e non una semplice mostra perché l'intento è quello di definire un luogo fisico, ma anche più luoghi fisici in una sorta di federazione, secondo la definizione data da ICOM (International Council of Museums):

un'istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. Aperto al pubblico compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell'umanità e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto.

Codexpo potrebbe essere definito come il primo museo non dell'hardware, ma del software. Non dei computer, come quelli di Heinz Nixdorf a Paderborn o quello sulla Storia dei computer a Mountain View. Non un museo dei programmi pacchettizzati e pronti all'esecuzione, come quello dei videogiochi a Berlino; ma bensì un museo dei programmi nel loro stato originale. Un museo che per la prima volta raccoglie e presenta la vera anima dei computer: il codice sorgente.

Proprio per questa centralità del codice sorgente e nella sua forma originaria, Codexpo è fortemente legato al concetto di Open Source come condizione necessaria: leggere il codice significa poterlo verificare, modificare, imparare dagli esempi e poterlo condividere. Per ricordare questo aspetto, tutti gli strumenti utilizzati dall'Associazione sono e saranno Open Source.

Potremmo anche chiamarlo "Museo della letteratura digitale". Il termine è qui usato in maniera provocatoria in tempi di e-book: non la letteratura tradizionale resa digitale, né la letteratura scritta da software intelligenti o considerati tali, ma piuttosto il campo infinito di testi scritti da umani negli innumerevoli linguaggi di programmazione. Una sconfinata letteratura (che cresce ad un ritmo inimmaginabile) di cui generalmente non si intuisce nemmeno l'esistenza, di cui poco si sa e che raramente è studiata come tale. Milioni di "testi" accessibili anche grazie ai repository pubblici di codice, come per esempio Github o SourceForge, ma anche Gitlab o Bitbucket.

In una prospettiva che vede i codici sorgenti equiparabili in qualche modo ai testi scritti da autori in determinate lingue storiche e in determinati contesti, l'esposizione vuole fornire un'informazione che sia corretta ed attendibile, ma anche stimolante e non solo per gli addetti ai lavori. Per questo motivo, accanto alla schede informative verranno installate opere multimediali digitali e non che punteranno, attraverso rappresentazioni sensorialmente ricche, a rimuovere il blocco che impedisce a tutti noi di pensare al codice sorgente di un programma per computer come ad un oggetto apparentato con altri testi ma di tipologie più conosciute, come sceneggiature teatrali e brani musicali.

Cosa c'è nel museo

Codexpo parte dagli oggetti (i programmi) ma presenta anche le azioni della scrittura e lettura di un testo e richiama l'attenzione sulle persone che scrivono, sulle loro idiosincrasie, sugli stili. Verranno collocati uno a fianco all'altro programmatori e inventori di linguaggi, opere artistiche e moduli altamente funzionali. Di ogni oggetto si cercherà di restituire il contesto, storico ma anche culturale: quando si scrive, come, con quali riferimenti, dentro quali metafore. Museo inteso, insomma, non solo come spazio di conservazione e/o catalogazione (backend), ma e in particolare, come spazio di didattica, ripensamento e riproposizione in termini nuovi del suo oggetto (frontend). Un museo che si estenda e moltiplichi in attività di presentazione, formazione, informazione anche al di fuori dalle sue sale. E, tenuto conto dei tempi rapidissimi di evoluzione dell'oggetto, un museo in continua mutazione che si arricchisca e ristrutturi.

Per questo auspichiamo anche un museo federato che sia distribuito sul territorio e collegato, sia in luoghi fisici che virtuali, consultabile e visitabile attraverso percorsi sia guidati ma anche non-lineari.